Cosa può nascere da due persone che ogni notte si univano in un letto per placare la loro lussuria e per i propri scopi politici? Di certo, niente di buono. Lo capirete se starete ad ascoltare tutta la storia.
15 a. C., Alessandria D'Egitto.
Il sole caldo illuminava la piazza principale di Alessandria D'Egitto, dando l'illusione che i romani non stessero nascondendo nulla.
Vestita con i miei amiti migliori succinti e trasparenti, truccata forse più del necessario, con i polsi legati in catene d'oro venivo condotta come una schiava al cospetto del mio possibile e futuro consorte.
La mia bellezza, i miei capelli biondi e i miei occhi chiari, così rari in quella terra sarebbero stati la mia dannazione.
Fui spodestata dalle legioni romane capitanate da Ottaviano che fu così suberbo da pensare di poter sottomettere la mia forza di volontà legandomi ad un viscidone che più che amata e onorata come facevano gli amanti egizi, si sarebbe approfittato di me.
Camminavo come solo un reale sa fare lentamente ed elegantemente mentre il centurione che mi scortava in questa parata di vergogna, mi toccava il fondoschiena con una rudezza tale che mi sarebbero rimasti certamente dei lividi. Eppure il mio sguardo era sempre fiero e austero, lo facevo per me e per il mio popolo, alcune delle mie ancelle singhiozzavano tra la folla che stranamente era ammutolita davanti a quello spettacolo, quando incontravano il mio sguardo le lacrime aumentavano copiosamente mentre io mi limitavo a sorridere per alleviare almeno il loro dolore.
Giunta ad un piccolo palco allestito in mio 'onore' capii che il mio destino sarebbe stato peggio della morte. Seduti su scranni intarsiati d'oro e pietre preziose, stavano cinque uomini il cui viso era solcato da profonde rughe, i loro capelli strati d'argento e le loro gambe troppo deboli per sorreggerli, ma quello che più mi spaventà fu l'avarizia e la lussuria nei loro sguardi, volevano che fossi loro a tutti i costi.
Fui venduta come una semplice schiava al miglior offerente ma questo fu quasi un sollievo poichè prima di questo venni toccata da mani che s'insinuarono sotto le mie vesti, annullando davanti all'intera popolazione la mia dignità.
I mesi successivi trascorsero lentamente, come se il tempo ora che volevo scorresse in fretta avesse deciso di assopirsi, tra banchetti presenziati da ricchi e obesi uomini politici ormai stremati dall'età e dalla gola. Molto spesso quello che molti definivano mio marito, pensando di concedermi maggiore libertà e svago mi lasciava tra le mogli di altri personaggi altolocati. Donne insipide, grasse, aggravate dagli anni mi guardavano con dispezzo con i loro occhi di un banale castano pieni d'inividia.
Giuba, il mio consorte ormai anziano, pretendeva che ogni notte io mi concedessi a lui, il suo sogno erotico era quello di andare a letto con mia madre, deceduta parecchi anni prima, così mi faceva stare delle ore sotto mani di esperte truccatrici affinchè la mia candida pelle diventasse di una o due tonalità più scura. Ero giovane ma il mio spirito era già vecchio e stanco di vivere, immersa fino al collo nell'acqua calda di una vasca, presi la mia decisione. Scacciai le servitrici che mi lavavano i capelli e si preoccupavano che la temperatura dell'acqua fosse calda, rimanendo dopo lungo tempo finalmente sola. M'immersi senza prendere respiro costringendosi a non riemergere, morire affogata non era certo un gran modo per andarsene ma era l'unico che mi era venuto in mente. Annaspavo in cerca d'aria dove c'era solo acqua, i miei polmoni reclamavano ossigeno mentre la mia bocca si apriva e si chiudeva facendomi ingoiare altro liquido finchè tutto tacque.
Morii che avevo poco più di venticinque anni, giovane insomma. Giuba si risposò subito dopo, questo non permise alla mia anima di passare oltre, vagavo per quelle stanze facendo cadere oggetti.
Lucifero era molto interessato alla mia persona, gli piaceva la mia perseveranza a non lasciare impunito chi mi aveva rovinato la vita. Così mi accolse nell'inferno, donandomi il primo girone quello dei lussuriosi.
All'inizio non capii la scelta fatta dal signore degli inferi ma quando vidi mia madre e mio padre puniti, l'illuminazione giunse.
'Quello che c'era tra Marco Antonio e Cleopatra non era amore ma lussuria' sussurrò la mia mente. Da quel giorno divenni il demone della Lussuria, dato che ero nata da quel peccato.
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